Ieri il W3C ha pubblicato un documento che annuncia lo smantellamento a fine anno del Working Group XHTML 2 e di conseguenza mette fine all’ipotetica ufficializzazione di tale specifica.
L’XHTML su carta risulta un linguaggio più preciso in quanto prevede la scrittura di pagine validabili al 100%, ma analizzando il lato pratico pochi siti si attengono scrupolosamente a queste specifiche. La maggiore difficoltà (seppur giustificata) di utilizzare standard molto più rigidi e il rischio di limitare l’accessibilità ai progetti web probabilmente sono state tra le cause che hanno determinato questa scelta.
L’HTML 5, prevederà la possibilità di una serializzazione XML del linguaggio HTML, ma ciò avverrà nel contesto della specifica stessa. Rimarranno invece attive e supportate le specifiche XHTML 1.1 Basic, XHTML 1.1, XHTML Print.
Scrivere un codice semantico e accessibile è sicuramente la base di un buon progetto, ma per avere un efficace riscontro SEO è importante anche un’organizzazione gerarchia dei contenuti scritta nel modo corretto.
Normalmente la stesura del markup segue una logica abbastanza lineare rispecchiando la strutturazione visuale della pagina: header, spalla, contenuto, footer. In questo modo però si attribuisce maggiore rilievo alle prime due porzioni di codice (e di contenuto semantico) mentre la parte più importante dovrebbe essere costituita dai dati inseriti nel blocco principale. Prosegui la lettura…
Fare un sito web è facile, farlo bene è una cosa da pochi. La diffusione capillare di internet negli ultimi anni ha dato luogo alla nascita di svariati strumenti per la creazione e lo sviluppo di siti e portali. Editor visuali come Dreamweaver o Nvu, piattaforme gratuite come PHP-Nuke e Wordpress o software come iWeb consentono di ottenere discreti risultati in poco tempo senza essere professionisti del settore e di poter gestire i proprio progetti nel tempo.
Per quanto riguarda la sfera professionale, ovvero chi “i siti li fa per mestiere” c’è ancora una grossa confusione su come si crei al meglio un progetto web. Lo sbaglio maggiore a cui costantemente si assiste è che quasi sempre si sviluppi il codice e i contenuti del sito non i base a quello che devono trasmettere semanticamente ma a come saranno successivamente presentati. Basare la stesura del codice sul design è un approccio sbagliato e limitante in quanto codice e grafica coesistono ma devono rimanere totalmente disaccoppiati.
Un sito pensato e costruito su un concept ben preciso è limitato perchè non si presterà a future modifiche e riadattamenti se non parzialmente. Qual è allora è il corretto metodo di progettazione e sviluppo di un sito?
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Per opera del britannico Stephen Wolfram, scienziato e fondatore dell’omonima società di ricerca, è stata rilasciata la versione alpha di Wolfram, una nuova applicazione web che potrebbe rivoluzionare le ricerche su internet.
Presentato all’università di Harvard a fine aprile, a prima vista sembrerebbe il classico motore di ricerca come Google o Yahoo ma in realtà nasconde un sofisticatissimo software capace di interpretare e analizzare in un modo unico i dati inseriti dall’utente. La vera novità infatti sta nel fatto che il portale fornisce la possibilità di consultare contenuti ed eseguire comparazioni rispettando il linguaggio naturale ovvero l’espressione delle domande nel modo in cui le porremmo ad un altro interlocutore.
Una volta inserito il quesito Wolfram si occuperà di analizzare i dati e fornirà un risultato comprensivo di testi, dati numerici, grafici e mappe.
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Durante la consueta navigazione si incontrano decine di modi assurdi per sviluppare form di registrazione o pagine di raccolta informazioni che usano tecniche che vanno dall’uso di tabelle a ingestibili mix di paragrafi e tag assolutamente inadatti. Questo oltre a pregiudicare la qualità del codice visto che si fa uso di tag sbagliati non permette di avere una pagina accessibile e compatibile con tutte le piattaforme di navigazione.
La struttura di un form deve rispettare poche e chiare regole e sfruttare i tag e la semantica che gli standard prevedono.
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