Scrivere un codice semantico e accessibile è sicuramente la base di un buon progetto, ma per avere un efficace riscontro SEO è importante anche un’organizzazione gerarchia dei contenuti scritta nel modo corretto.
Normalmente la stesura del markup segue una logica abbastanza lineare rispecchiando la strutturazione visuale della pagina: header, spalla, contenuto, footer. In questo modo però si attribuisce maggiore rilievo alle prime due porzioni di codice (e di contenuto semantico) mentre la parte più importante dovrebbe essere costituita dai dati inseriti nel blocco principale. Prosegui la lettura…
Fare un sito web è facile, farlo bene è una cosa da pochi. La diffusione capillare di internet negli ultimi anni ha dato luogo alla nascita di svariati strumenti per la creazione e lo sviluppo di siti e portali. Editor visuali come Dreamweaver o Nvu, piattaforme gratuite come PHP-Nuke e Wordpress o software come iWeb consentono di ottenere discreti risultati in poco tempo senza essere professionisti del settore e di poter gestire i proprio progetti nel tempo.
Per quanto riguarda la sfera professionale, ovvero chi “i siti li fa per mestiere” c’è ancora una grossa confusione su come si crei al meglio un progetto web. Lo sbaglio maggiore a cui costantemente si assiste è che quasi sempre si sviluppi il codice e i contenuti del sito non i base a quello che devono trasmettere semanticamente ma a come saranno successivamente presentati. Basare la stesura del codice sul design è un approccio sbagliato e limitante in quanto codice e grafica coesistono ma devono rimanere totalmente disaccoppiati.
Un sito pensato e costruito su un concept ben preciso è limitato perchè non si presterà a future modifiche e riadattamenti se non parzialmente. Qual è allora è il corretto metodo di progettazione e sviluppo di un sito?
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Pochi mesi fa Google, Yahoo e Microsoft Live hanno ufficializzato un nuovo standard per il comportamento dei crawler introducendo il supporto ai Canonical link.
Questo nuovo attributo serve a specificare la pagina “base” che deve essere indicizzata per evitare che i motori di ricerca abbassino la popularity e il punteggio di qualità del sito per via di possibili contenuti duplicati.
Capita infatti soprattutto in siti dinamici, che alcune pagine possano essere raggiunte tramite indirizzi diversi o abbiano gli stessi blocchi di contenuto ripetuti. Un esempio ricorrente è ad esempio un articolo di un blog che usa la paginazione dei commenti: lo stesso contenuto viene raggiunto da indirizzi differenti (le pagine che suddividono i commenti) e può essere interpretato come duplicato.
Normalmente la soluzione più immediata per eviatre penalizzazioni era di assegnare ai link secondari l’attributo nofollow.
I Canonical link offrono un valido e preciso strumento di controllo senza rinunciare all’indicizzazione di tutti i contenuti.
<link rel="canonical" href="http://www.semantyca.net/paginabase" />
Durante la consueta navigazione si incontrano decine di modi assurdi per sviluppare form di registrazione o pagine di raccolta informazioni che usano tecniche che vanno dall’uso di tabelle a ingestibili mix di paragrafi e tag assolutamente inadatti. Questo oltre a pregiudicare la qualità del codice visto che si fa uso di tag sbagliati non permette di avere una pagina accessibile e compatibile con tutte le piattaforme di navigazione.
La struttura di un form deve rispettare poche e chiare regole e sfruttare i tag e la semantica che gli standard prevedono.
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L’uso corretto dei tag heading all’interno di una pagina web è di estrema importanza per avere una strutturazione dei contenuti semantica e lineare. Attraverso questi tag i crawler possono determinare le sezioni e la loro suddivisione logica:
- <h1> determinerà l’argomento principale della pagina
- <h2> per le varie sezioni dell’argomento
- <h3> per le sottosezioni
- ecc…
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